fogli di riso dici?

febbraio 1, 2014

non ho potuto mai chiudere la porta della mia stanza, quindi dimmelo tu dove potevo essere privata.

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ritorno in treno

settembre 16, 2012

Ritornata in quel di Roma e a tutti quei miei progetti che possono prendere forma solo qui.
Avrò bisogno di tempo per pensare: almeno un’ora al giorno, un’ora per quello che voglio diventare.

E con To the lighthouse che ha un’orecchia circa a metà, riscopro nel treno -italotreno- un luogo distensivo dove provarmi di poter andare a dormire serena, stasera. Anche senza di te.

fa rima e c’è

febbraio 24, 2012

pensieri contorti, distorti;
corti, porti: orti.

quando non parti.

quindici post – hip hip urrà di wordpress a cui ci uniamo con gioia et gaudio – e ancora nessuna categoria di buoni/non realizzati propositi?
non mi riconosco quasi più.

ma eccomi alla fine ad immaginare di poter far qualcosa di diverso da quello che faccio, con l’amara sensazione che domani me ne sarò già dimenticata, ma con la consolazione di non aver gettato tutte le speranze se, almeno per questa notte, questo pensiero mi sta passando per la testa.
(piccolo appunto su quanto sia incredibile la mia capacità di mettere considerevoli distanze tra me e l’azione fino a rendere la mia posizione del tutto passiva: non faccio, immagino di fare, e non penso, sono i pensieri che passano per di qua.)

questo periodo è davvero allucinante: scrivo mezze parole che penso possano suonare bene insieme con significati solo emotivi che quando le rileggo non ritrovo, che rendo oscuri anche alla mia stessa memoria, pensando sul momento che invece vogliano davvero dire qualcosa, che esprimano una sorta di passo in una qualche direzione, ma che in realtà non fanno altro che camminare sul posto.

parlo di quello che potrei essere se solo volessi, ma forse ha davvero ragione quella mia amica che dice che se non lo fai è perché non lo vuoi: facile, per non dire ovvio, banale, mi spingerei fino ad offensivo e superficiale, ma guarda un po’ che questa gran presunta mente si dovrà trovare ad ammettere che poche cose potrebbero essere altrettanto vere.

ma mai dire mai: oggi Mar mi ha detto che Montale ha reso pozzo una parola poetica perché ha scritto cocci aguzzi.

che ha nel fondo pezzi affogati di neve
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia

ogni occasione e ogni blog è buono per creare una categoria propositi,
ma la chiameremo ‘cocci aguzzi/propositi’ così non potrò dimenticare il pensiero che è passato di qua.